Ferralzos di Suni 1

Ferralzos di Suni

Un nuraghe da primato

Alcuni monumenti nuragici sono più noti di altri per loro caratteristiche notevoli, come l’altezza residua maggiore, un diametro di camera fuori dal comune, oppure particolari architettonici dalle misure eccezionali, nei diametri basali o nell’altezza dell’ogiva che copre la camera del piano terra, ecc. per esempio, il nuraghe Is Paras di Isili è noto per avere con l’ogiva di camera più alta nell’Isola (m 11,18); il nuraghe S. Barbara di Villanova Truschedu è il nuraghe con la camera dal diametro più ampio finora ritrovato (7 m).
Risulta quindi eccezionale poter richiamare l’attenzione su un singolo monumento che eguagli o superi nelle misure i nuraghi con volta più alta e diametro di camera maggiore fra quelli finora conosciuti e misurati. Tale edificio esiste e si chiama Ferralzos: è sito in comune di Suni, provincia di Oristano.

Il monumento ha un’architettura complessa e, per le sue condizioni (ampiamente spietrato da un lato) e la vegetazione che l’avviluppa, appare subito di non facile accesso. Come spesso accade, anche questo monumento fu “bersaglio” per realizzare muretti a secco che segnano confini tra le proprietà d’imposizione sabauda, e proprio per questo in nostro amico e guida lo chiama “nuraghe Lacana”.

Il possente edificio nuragico è (fortunatamente) ignorato da clandestini, né mostra ulteriori azioni distruttive oltre le dette. Il seminterrato è avvolto da una folta macchia di rovi e arbusti, mentre grandi alberi svettano al colmo. Le ceppaie di questi ultimi pregiudicano la stessa stabilità dell’edificio e le radici ogni anno avanzano a “scombinare” vieppiù i muri.
Nelle immediate vicinanze, intorno a Nord-Est del nuraghe, è un pozzo con alcuni abbeveratoi, alimentati da una risorgiva che imbibisce la campagna basaltica circostante, fino a raggiungere il monumento.

In questa breve comunicazione, prendo in esame solo aspetti peculiari dell’ architettura della torre centrale del nuraghe e, in particolare, della sua camera basale:
  • Il vano è coperto da un’altissima e bellissima ogiva, che attualmente è raggiungibile solo da percorso a ostacoli. Ai fini della valutazione della reale altezza della volta è utile considerare che la grande camera di base del nuraghe Ferralzos mostra attualmente un accumulo di terra e pietre determinabile in circa due metri, chiaramente valutabile dal rapporto con l’architrave dell’ingresso esterno, ostruito quasi completamente. Tale misura si deve sommare, dunque, alle altezze misurate sul riempimento attuale.
  • Il vano scale intermurario è realizzato in modo davvero insolito o, se si preferisce, non canonico. Esso prende avvio dal lato della nicchia di camera posta alla destra di chi dovesse entrare in camera dall’ingresso esterno, oggi impraticabile per il fortissimo riempimento. Il detto particolare architettonico, assai raro nel panorama dei nuraghe, richiama, per esempio, l’avvio della scala diretta al piano superiore del nuraghe Longu di Padria, dov’è analogamente collocata, a partire dalla nicchia di camera di sinistra, ancorché in quest’ultimo esempio la scala sia decisamente più ripida e dunque meno agevole.
  • Il detto accumulo interno, naturalmente occulta in parte le stesse aperture presenti in camera, ciononostante, è possibile leggere distintamente la presenza di ben quattro nicchie, tutte aperte nella parte fondale della parete (un numero raro, riscontrato solo nei nuraghe Mura ‘e Figu di Bauladu, Sa Cuguttada di Mores, Columbus di Sedilo e Appiu di Villanova Monteleone).
  • L’attuale primato per la sala più ampia appartiene invece al nuraghe Santa Barbara di Villanova Truschedu, con ben 7 m di diametro. È quindi lecito presumere che, allo sgombero del riempimento e toccato l’originale piano di calpestio, il nuraghe Ferralzos potrebbe eguagliare, se non superare, i sette metri di diametro nella camera di base.

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