Duos Nuraghes di Borore: ¿un nuraghe complesso?
Nell’immaginario collettivo è ormai accettato che il nuraghe propriamente detto sia rappresentato dalle torri cilindriche troncoconiche sviluppate in altezza, maggiormente diffuse sul territorio sardo. Sono numerose le torri che svettano solitarie nella campagna e rappresentano il culmine di un’evoluzione costruttiva realizzata attraverso varie tappe, espressione di differenti gruppi umani che la produssero.
Le torri solitarie, i cosiddetti nuraghes “monotorre”, presentano una peculiarità che le identifica: il loro ingresso alla camera terrena è sempre rivolto a S-SE. Nelle torri dell’età del bronzo le camere sovrapposte, servite da scale elicoidali, potevano arrivare fino a tre. Nel loro processo evolutivo, ma anche a seconda delle possibilità economiche del gruppo umano commissionante, i monotorre diventano col tempo il centro principale di un edificio ampliatosi in forme più complesse.
La creazione di nuraghes con più torri produce edifici detti “a tancato”; al monotorre è aggiunta una seconda torre a fronte dell’ingresso e lo spazio tra le due è delimitato da un cortile racchiuso da possenti mura di raccordo (Sa Domu ‘e s’Orcu di Sarroch). Ci sono poi nuraghes bilobati, in cui oltre alla torre principale troviamo altre due torri secondarie (Orolo di Bortigali), trilobati con tre torri aggiunte (Santu Antine di Torralba), quadrilobati (Su Nuraxi di Barumini), pentalobati (Arrubiu di Orroli) e probabilmente esiste anche qualche esempio di esalobato.
In ogni caso, la torre principale, oltre all’orientamento dell’ingresso, con serva sempre alcuni accorgimenti architettonici ricorrenti: un corridoio d’ingresso, che comunemente trova aperti nel suo percorso una scala ai piani e una nicchia, una camera terrena con una o più nicchie, o la stessa scala ai piani qualora questa non si apra nel corridoio. L’intento di questo scritto è quello di proporre una ricollocazione della tipologia del singolare esempio di Duos Nuraghes in Borore.
I Duos Nuraghes
Alle due torri ancora visibili sono attribuiti i nomi di torre A, sito in posizione più meridionale e di torre B, circa otto metri poco più a nord. I primi scavi furono promossi e finanziati dalla Pennsylvania State University, tra il 1985 e il ’98. G. Webster concluse che la torre A fosse la più antica e le datazioni al C14 la riferirono inizialmente al 2230 ± 320 aC (poi corretto in 2.000-1800). Il corridoio nella torre A non presenta nicchia d’andito né il classico imbocco per la scala ai piani; residua tuttavia una modesta apertura sopraelevata, oggi parzialmente ingombra. La porticina/finestra, certamente di accesso disagevole, trovandosi aperta quasi al colmo dell’ogiva del corridoio d’ingresso, permette d’ipotizzare l’originario uso di una scala a pioli per raggiungerla dal basso; ritengo improbabile un impalcato ligneo, che avrebbe gravato sul corridoio d’ingresso. L’imbocco pare immettere in un piccolo vano, risparmiato tra il guscio esterno e quello interno della camera basale; da una vista aerea lo spazio residuo delle murature rende difficoltoso ipotizzare l’antica presenza di una scala elicoidale che conducesse sulla sommità della torre. Il vano poteva, forse, essere raggiunto da una stretta scala a partenza dal pavimento del primo piano: non mancano, infatti, esempi di strette e ripide scale ricavate tra i gusci murari delle torri (fig. 2). La camera basale residua della torre A è svettata, non presenta nicchie e tanto meno si hanno tracce di eventuale scala di camera. L’ingresso di questa torre appare ancora integro, è orientato a N-NE e sormontato da un modesto architrave, ora spezzato per metà del la sua lunghezza e sovrastato da un finestrino, che permetteva di illuminare la torre attraverso il corridoio chiuso con copertura ogivale.
La posa dei conci nella torre A, sia nel paramento esterno, sia in quello interno, si mostra con una disposizione dettata da file irregolari che risaltano per il gioco d’incastri di massi poligonali piuttosto che di conci lavorati, come possiamo notare invece nella torre B. Questo particolare costruttivo può rafforzare la suggestione di una maggiore antichità della torre A, se come termine di paragone si prenda ad esempio la posa dei conci nelle meno diffuse torri arcaiche note anche come nuraghes “a corridoio”, ma questo credo non sia sufficiente per definirla come più antica.
Il progetto unitario
Una nuova ipotesi progettuale ricostruttiva dei nuraghes complessi ha subito una spinta decisiva dopo una campagna di scavo del Santu Antine di Torralba che ha portato alla luce un pozzo ricavato nella torre nord. Il pozzo è magistralmente inglobato nella torre, la scala di accesso che conduce ai piedi della ghiera parte dal piccolo corridoio di servizio, che mette in comunicazione i due grandi corridoi al piano terra. La torre che lo ospita e il sistema dei corridoi sono quindi funzionali alla sua fruibilità. Se questa ipotesi fosse confermata, il lasso di tempo che trascorre tra l’edificazione della torre principale e le torri secondarie potrebbe anche essere molto breve, giusto il tempo di portare a termine la torre principale e il successivo inizio del progetto unitario di edificazione della struttura complessa che si addossa a essa.
Il progetto di unitarietà costruttiva suggerisce indizi molto importanti: la torre principale e le torri minori dei nuraghes complessi non differiscono per età di edificazione, ma differiscono certamente per funzionalità e per importanza. I costruttori nuragici mostrano migliore cura nella posa e lavorazione dei conci nelle torri principali: questo porta certamente a un maggiore dispendio di tempo e forza lavoro. Occorrono maestranze esperte che, oltre alle attività di cava, devono occuparsi della lavorazione dei conci. Le torri principali si avvalgono di soluzioni architettoniche che mostrano scale, nicchie spesso anche articolate, se non quasi dei veri corridoi anulari, vani di servizio e/o di transito, alloggiamenti per travi lignee che sorreggevano soppalchi utili alla suddivisione degli spazi interni alle camere. Tutti questi accorgimenti architettonici non si trovano nelle torri secondarie e tantomeno nella presunta torre A del Duos Nuraghes.
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