Alla scoperta di Cynotherium – il canide preistorico sardo-corso

La scoperta e la prima descrizione

Cynotherium è un genere di canidi estinto, un predatore endemico che visse nel Blocco sardo-corso durante il Quaternario (fossili datati tra oltre 500.000 e 13.300 anni fa). Questo animale rappresenta uno degli esempi più affascinanti di adattamento evolutivo in ambiente insulare. In Sardegna sono note due specie appartenenti a questo genere: Cynotherium malatestai, più antico e di taglia maggiore, e Cynotherium sardous, discendente del primo e di taglia inferiore.
Le prime testimonianze fossili di questo genere di canidi furono segnalate presso Bonaria (Cagliari) nel 1828 (Wagner, 1828), tuttavia, i resti non furono inizialmente riconosciuti come appartenenti a una nuova specie. Fu solo una trentina d’anni più tardi che Cesare Studiati, medico pisano, riconobbe i fossili ritrovati da Alberto La Marmora, nella stessa località di Bonaria, come appartenenti a una nuova specie che battezzò Cynotherium sardous (Studiati, 1857).

L’aspetto più singolare che Studiati notò fu la morfologia dei molari inferiori che si differenziava da quella dei rappresentanti attuali e fossili del genere Canis.
Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, nuovi fossili provenienti da varie località della Sardegna, portarono i paleontologi a discutere su quale fosse il corretto inquadramento tassonomico di Cynotherium e dunque le sue possibili relazioni filogenetiche con le specie continentali. Alcuni studiosi lo avvicinarono alla specie asiatica Cuon alpinus (il cane rosso o cane selvatico asiatico), mentre altri mantennero l’idea di un genere distinto o di considerare Cynotherium un sottogenere di Cuon. Una svolta importante nella conoscenza dell’anatomia osteologica di questo canide avvenne negli anni ‘50, grazie agli scavi condotti nella Grotta della Medusa, nei pressi di Alghero. Qui furono scoperti numerosi resti fossili tardo pleistocenici che permisero al paleontologo Alberto Malatesta di descrivere dett agliatamente lo scheletro di Cynotherium sardous (Malatesta, 1970).

Un piccolo carnivoro insulare

Cynotherium sardous era un canide di taglia media, paragonabile a un attuale sciacallo: pesava attorno a 10 kg e mediamente raggiungeva i 40-45 cm di altezza alla spalla (Fig. 3). Il suo cranio, simile per proporzioni generali a quello di volpi e sciacalli, presenta un muso largo ma con aree ridotte per l’inserzione dei muscoli masticatori che suggeriscono una forza del morso limitata. Dal punto di vista della dentatura, pur mostrando segni di adattamento a una dieta varia, conservava tratti tipici di un predatore ipercarnivoro, probabilmente ereditati dal suo ben più robusto antenato continentale. Le sue zampe corte e robuste, unite a un’articolazione del collo molto mobile, indicano che fosse specializzato in una caccia basata sull’agguato, simile a quella delle volpi: silenzioso, agile, scattante e capace di movimenti rapidi per sorprendere piccole prede…

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