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Arthropleura, il “millepiedi gigante” del Carbonifero

Arthropleura è un genere estinto di miriapodi, cioè un gruppo di invertebrati a cui oggi appartengono animali come centopiedi e millepiedi. I miriapodi attuali si dividono in quattro gruppi: i centopiedi (Chilopoda), i millepiedi (Diplopoda), e due gruppi meno noti, Symphyla e Pauropoda.
I primi due sono tra loro più strettamente imparentati, così come lo sono gli altri due. Alcune specie di Arthropleura erano veri e propri giganti, raggiungevano infatti dimensioni straordinarie: fino a 2,6 metri di lunghezza e circa 50 chilogrammi di peso (fig. 1). Si tratta quindi dei più grandi artropodi terrestri mai esistiti, superati solo da alcuni “scorpioni marini” del Paleozoico.

I loro resti fossili, insieme a tracce del loro passaggio (piste fossili larghe fino a 50 cm), sono stati trovati in molte parti del mondo: Nord America, Europa e Asia. Questa distribuzione e la paleogeografia dell’epoca (le terre emerse costituivano il supercontinente Pangea) indicano che questi “millepiedi giganti” vivevano nelle regioni equatoriali del pianeta. I fossili risalgono al tardo Paleozoico (periodi Carbonifero e Permiano), in un lungo intervallo di circa 45 milioni di anni.
Nonostante la loro ampia diffusione, i resti fossili di Arthropleura sono spesso incompleti e per lo più si tratta di frammenti dell’esoscheletro, probabilmente abbandonati durante la muta. I fossili meglio conservati appartengo no invece a individui molto giovani, lunghi solo pochi centimetri, ritrovati in Francia. Proprio questi esemplari hanno fornito nuove informazioni sull’anatomia di Arthropleura, in particolare sulla testa, permettendo di chiarire meglio le sue relazioni evolutive con i miriapodi moderni e il suo sviluppo nel corso della vita.

La specie più nota nel registro paleontologico, Arthropleura armata, è stata rinvenuta anche in Italia, nei depositi fluvio-lacustri risalenti al tardo Carbonifero, oltre 300 milioni di anni fa, affioranti nell’area di San Giorgio, presso Iglesias. Il fossile trovato consiste in un frammento dell’esoscheletro di pochi centimetri che presenta la tipica ornamentazione della specie e che potrebbe essere appartenuto a un individuo lungo circa un metro (fig. 2). Il fossile è attualmente conservato nel Museo dei Paleoambienti Sulcitani – E.A. Martel di Carbonia, dove è esposto anche un modello in dimensioni reali e scientificamente accurato di questo iconico “mostro” preistorico.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO SU SARDEGNA ANTICA N.68

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